Holly e Benji tornano in campo

Holly e Benji tornano in campo per la gioia dei tanti appassionati!
Koch Media e Yamato Video hanno annunciato che dal 9 Agosto 2018 sarà disponibile la serie classica delle avventure calcistiche di Holly Hutton e Benji Price.
Il doppio cofanetto in DVD di Holly e Benji – Due Fuoriclasse conterrà tutti i 128 episodi che hanno allietato i pomeriggi dei ragazzi cresciuti tra gli anni ‘80 e ‘90.

Anno 1981, il disegnatore Yoichi Takahashi crea Captain Tsubasa, lo spokon manga (fumetto nipponico a tema sportivo) dal quale prenderà vita l’universo di Holly e Benji.
L’ispirazione arriva qualche tempo prima: Takahashi rimane affascinato dai mondiali del 1978, quelli d’Argentina, dove i padroni di casa vinsero la loro prima coppa del mondo. Maradona era ancora giovanissimo, a trascinare “l’albiceleste” fu Mario Kempes.

Quando Holly e Benji conquistarono il mondo

La storia di Tsubasa Ozora, nome originale di Oliver Hutton, comincia dalle scuole elementari e i primi calci al pallone. Il suo sogno è diventare un calciatore professionista e portare il Giappone ai mondiali, una speranza che è proprio la stessa del suo padre artistico: Takashi.

Dal 1983, un anno dopo la vittoria dell’Italia al mundial di Spagna, il manga arriva sul piccolo schermo e, nel 1986, sbarca in Italia con il titolo di Holly e Benji – Due Fuoriclasse, la serie che ora trova nuova vita in DVD grazie a Koch Media e Yamato Video.
Anche l’Italia è un po’ complice del successo di Yoichi Takahashi: per il portiere Benji Price, il disegnatore si è ispirato a Dino Zoff, capitano dell’Italia campione del mondo in Spagna. Per Julian Ross, il talento con problemi di cuore, il modello fu quello dell’olandese Johan Cruyff, grande interprete del “calcio totale”.

Intanto, nel Belpaese, la tv stava cambiando pelle: passa dal modello unicamente pubblico a quello che poi si sarebbe rilevato il duopolio Rai-Fininvest (poi Mediaset). Sulle neonate reti private si incominciava a vedere un tv diversa per i ragazzi: dal Giappone sbarcarono Heidi, Ufo Robot, Mazinga Z, Jeeg e tanti altri cartoni di natali nipponici.

Il campo infinito di Holly Benji e la sua spiegazione

Ancora oggi Holly e Benji è un anime amatissimo: dal 1983 ha avuto diverse serie animate e anche lungometraggi, ma la prima edizione è quella che non si dimentica mai. Mise in campo tutte le caratteristiche poi divenute popolari: i valori tradizionalmente giapponesi come il senso della squadra e della collettività, la lealtà, l’amicizia, il rispetto per il prossimo e per l’allenatore.
Indimenticabili poi sono i personaggi: non solo Holly e Benji ma anche il bomber Mark Lenders, i “portieroni” impenetrabili come Ed Warner e Teo Sellers, la catapulta dei gemelli Derrick e tante altre invenzioni.

Che dire poi dei campi interminabili e dei palloni deformati che sfondavano le reti? Qualcuno si è divertito a fare calcoli e pare che un campo ritratto come quello dell’anime, nella realtà, dovrebbe misurare 17 km. La verità l’ha spiegata, qualche anno fa, Takashi stesso: “Il campo da calcio è lunghissimo perché ho cercato di trasferire la velocità del dramma di un manga in un cartone animato. Me lo chiedono tutti in tutto il mondo. Mi spiace deludere chi per anni si è divertito a immaginare risposte più fantasiose, ma si tratta solo di un espediente tecnico”.

Holly e Benji e i mondiali: un rapporto tra animazione e realtà

I mondiali e il calcio vero hanno un rapporto interessante con Holly e Benji, tra finzione, realtà e coincidenze incredibili. Come dicevamo il fumetto è stato ispirato dai mondiali del 1978 in Argentina, molti giocatori sono pensati sull’idea di quelli veri: nelle serie successive avremo le versioni anche di Maradona, Rivaldo, Del Piero, Trezeguet e tanti altri. La cosa più interessante è che, stando alle cronache, il successo di Captain Tsubasa è stato d’impulso per la diffusione del calcio in Giappone e, indirettamente, per lo sviluppo della nazionale nipponica.

Il sogno di Takahashi si avvera nel 1998, all’ edizione francese: il Giappone fa il suo esordio alla Coppa del Mondo. Quattro anni dopo è per la prima volta agli ottavi di finale nell’edizione casalinga (condivisa con la Corea del Sud). Molti calciatori hanno dichiarato di essere stati ispirati dall’anime per la loro carriera, l’ultimo in ordine di tempo è Fernando “El Nino” Torres, che giocherà in Giappone nella prossima stagione, stesso campionato dove militerà il suo connazionale Iniesta.

Bellissima poi la figura fatta dai nipponici, fuori e dentro il campo, negli appena terminati mondiali di Russia 2018, vinti dalla Francia. Si sono distinti per aver ripulito perfettamente gli spogliatoi dove poi hanno lasciato un bigliettino di ringraziamento in russo, dopo l’eliminazione contro il Belgio negli ottavi. È stato uno dei match più belli del torneo, inaugurato dalla coreografia dei tifosi giapponesi con uno striscione che ritraeva Holly alzare la coppa del mondo. La coincidenza però è sportivamente drammatica per loro: come ha notato Sky Sport, il gol degli avversari che ha determinato l’eliminazione a novantesimo scaduto, ha la stessa dinamica del gol, di fantasia, di Holly nella finale mondiale contro la Germania, raccontata nell’anime. Contropiede bruciante e palla in rete.

Holly e Benjii – Due Fuoriclasse: sinossi ed episodi

Ecco la sinossi di Holly e Benjii – Due Fuoriclasse: “Holly, appena trasferitosi con sua madre in una nuova città, ha un solo e inseparabile amico: il pallone. Così, allenandosi da solo per le strade, incontra il fortissimo portiere Benjiamin Price, lo sfida e dimostra di essere un vero fuoriclasse. Holly e Benji si trovano a giocare insieme nella New Team, che diventa una delle squadre giovanili più forti del Giappone e conquista la vittoria del campionato nazionale, battendo in finale la Mappet del fuoriclasse Mark Lenders, il grande rivale di Holly. È l’inizio di una lunga serie di trionfi”

La prima parte della serie, che si conclude con l’episodio #56, copre gli anni delle elementari di Holly. Dall’episodio #57, la storia riparte con Holly alle scuole medie, intermezzata da un flashback durante gli episodi che vanno dal #98 al #104, nei quali si raccontano le partite europee del protagonista (che ha qui 12 anni, età corrispondente alla VI elementare giapponese), non descritte nel fumetto originale.