Ken il Guerriero: l’evoluzione di un eroe tra manga, animazione e videogiochi

Ken il guerriero: nato nel 1983, ritorna nel 2018. Il 25 e 26 settembre infatti sarà al cinema Ken Il Guerriero – La Leggenda di Hokuto in versione rimasterizzata.
Grazie a Anime Factory, nuova etichetta di Koch Media, che racchiude il meglio dell’offerta Anime, cinematografica e home video, della società, i fan italiani potranno rivivere il mito di Kenshiro, uno dei personaggi più amati della cultura popolare e audiovisiva.

L’eroe, 64º successore della scuola di arti marziali “Divina Scuola di Hokuto”, è protagonista in un futuro distopico e apocalittico dove si troverà ad affrontare diverse battaglie e a proteggere i suoi cari. In lui scorre la potenza della Scuola di Hokuto, una complessa arte marziale basata sul colpire segreti punti di pressione, distruggendo il nemico dall’interno.

La rotta di Kenshiro e degli altri personaggi della serie, come Raoul, Toki, Lynn, o grandi rivali come Souther (o Sauzer), il “Sacro Imperatore”, è quella dei grandi successi. Da un pugno di pagine a una vasta galassia mediale e di merchandising, tante sono le vite vissute da Ken.
Si parte nel 1983 da un manga one shot (storia autoconclusiva), pubblicato nell’aprile di quell’anno sulla rivista Fresh Jump e ideato da Tetsuo Hara. L’altro autore, Yoshiyuki Okamura, meglio noto come “Buronson”, subentrerà poco dopo con la nascita della serie.

Difatti la storia autoconclusiva, con Ken rappresentato come adolescente, ebbe molto successo e divenne una serie manga edita anche in Italia. Gli appassionati “otaku” dell’epoca ricorderanno i numeri di Ken editi dalla Granata Press con l’orientamento di lettura nipponico, al contrario rispetto all’Occidente.

La fine degli Ottanta è l’inizio della leggenda per Ken, e in Italia passa per la presentazione al pubblico: grande di numero ma piccolo d’età.
Difatti Ken Il Guerriero (in giapponese Hokuto No Ken, cioè Pugno della Stella del Nord) arrivò in tv. La serie d’animazione giunse divisa in due parti: la prima, da 109 episodi trasmessi in Giappone fra ottobre 1984 e marzo 1987 (di cui dal 25 ottobre sarà disponibile in DVD la prima e seconda parte), termina con l’epico scontro finale tra Ken e Raoh. La seconda conta 43 episodi: in Giappone passò in tv dal marzo 1987 al  febbraio 1988 e si chiude scontro finale tra Ken e Kaioh nella Terra dei Demoni.

Trasmesso dalle emittenti locali che in quegli anni fiorivano, l’anime de “l’uomo dalle sette stelle” fu d’impatto roboante nel Belpaese. La forza fisica di Ken fu pari a quella linguistica: non era certamente un “cartone” tipico quello dal manga di Hara e Buronson.

L’ambientazione distopica, i personaggi dalle proporzioni giganti, gli inizi col prologo (insolito per un cartone), i nemici che non risparmiavano la cattiveria gratuita e, soprattutto, le esplosioni di sangue, poi sostituite da quelli di luce, sono stati elementi incredibili per il linguaggio d’animazione e per quell’epoca.

Ai molti dei ragazzi di allora, oggi trenta-quarantenni, era proibita la visione, proprio per la violenza dei contenuti. Nel ‘94 un gruppo di mamme chiese e ottenne la sospensione delle repliche su un’emittente toscana, con grande protesta dei figli.
A costruire poi il mito di Ken è stata anche la sigla italiana: un vero capolavoro del genere. Autori e interpreti: il gruppo Spectra. Un pezzo di un lirismo struggente, difficile trovare un trentenne di oggi che non la ricordi.

La storia di Kenshiro e delle sue tante forme audiovisive fa tappa anche al cinema: con Ken Il Guerriero – Il film del 1986, e poi successivamente con un discusso live action, Il ritorno di Kenshiro di Tony Randel con Gary Daniels e Malcolm McDowell.
Ricchissima è la produzione home video e anche i fumetti hanno esplorato nuovi mondi: Ken il guerriero – Le origini del mito è la storia prequel, uscita tra 2001 e 2008. Protagonista lo zio di Ken e il periodo di racconto è quello degli anni Trenta. Sempre all’inizio del nuovo secolo, prendono forma gli spin-off incentrati su diversi personaggi coprotagonisti della storia; Raoh (Raoul), Toki, Yuria (Julia), Jagi (Jagger), Juza e Rei.

Che narrazione giapponese sarebbe senza i videogiochi? Difatti sin da subito l’erede della Sacra Scuola di Hokuto, Kenshiro, ha avuto una sua versione videoludica. Il primo progetto è quasi coevo al manga (1986), fino ad ora ci sono stati decine di versioni per più piattaforme, l’ultimo è Fist of the North Star: Ken’s Rage 2 per XBox 360 e PS3 ma gli appassionati ricorderanno certamente Last Battle, il titolo su Ken uscito per Sega Mega Drive: Ken si chiamava “Arzak” e il gioco venne censurato in Europa: vietata l’esplosione in fiotti di sangue dei neimi.
Dal 2 ottobre sarà disponibile, come esclusiva per PS4, Fist of the North Star: Lost Paradise che, solo per il Belpaese, uscirà in una edizione ricchissima di contenuti extra.

Oggi con la versione rimasterizzata de La Leggenda di Hokuto il mito di Ken si evolve e torna a rivivere.
In sala sarà distribuito in oltre 250 sale solo il 25 e 26 settembre in uscita evento e permettà ai fan più accaniti e non, di poter vivere il mondo videoludico di Kenshiro a 360° offrendo loro un’imperdibile occasione di fondere il cinema con i games.

Scopri tutto questo, prenotando sin da ora il tuo biglietto al seguente indirizzo: http://vinciconkenilguerriero.it